come d'autunno le olive nei martini

Si sta come d'autunno le olive nei martini

I tempi del percloro

Questo racconto è per M, che mi ha ispirato l'incipit anche se poi qui è andata a finire in modo molto diverso. Ma è anche un po' per S, che mi ha insegnato l'ottanio e lasciato il resto di un sacco di Merit Blu. E per C, che chissà se tra un bigné e un blinis ha scoperto qui la ricetta della mia felicità.  
 
 
Nel corso di un'infanzia spesa in un lavasecco si imparano molte cose, anche le metafore. Così ho imparato a immaginare.

All'inizio è stata favola. Gli sbuffi di vapore a nascondere di nebbia il verso reale delle cose. Come quando giri i pantaloni scuri per non segnarli di lucido, come quando rovesci le tasche e trovi tesori inaspettati: una caramella che, certo, non puoi mangiare, ma porta sulla carta un po' sbiadita il nome di un hotel lontano e di gran lusso. E devi spiegartelo, poi, come il signor Alfonso, settantadue anni e spatentato, sia riuscito a rubare una caramella all'Hotel Ritz di Singapore. "Non serve la macchina per andare a Singapore? Dove si trova Singapore? Guarda la mappa, gira il mappamondo, lo vedi, laggiù, il signor Alfonso che ordina un pastis?".

Ma le favole stancano e la vita bussa. Succede più o meno quando apprendi dell'esistenza del color ottanio. Se il tuo occhio è così allenato da distinguere l'ottanio dal petrolio delle camicette di seta della signora Wanda, l'innocenza, cara mia, è perduta. Le sigle di numeri delle medagliette sono solo cifre giustapposte per non confondere il Moncler della signorina Anna da quello della maestra Jolanda, una macchia di sugo non è più una porta per l'ingresso sull'Orient Express. E sei pronta, a otto anni, per ascoltare crisi coniugali, dispetti tra fratelli, storie di famiglie decadute e che fine ha fatto quel cugino che stava con Autonomia Operaia.

Ma tra un giro di rotor cabinet e un volo in lavatrice che proprio quella macchia non ne vuol sapere, ti perdi quel che perdi e inizi a credere che la vita non si fermi lì alle stoffe addormentate nella lucegiallognola. Se nelle tasche non trovi sogni, inizi a trovare interpretazioni. E comprendi che, in fondo, ogni momento della vita passa in un lavasecco, ogni stoffa, foggia, misura è lì in quel guazzabuglio a significare qualcosa che è molto di più.
 
E con le donne che entrano, i bambini che scappano, i cani che bisticciano e non si capisce cosa ci facciano, qui, questi cani, provi a frugare nel risvolto delle cose, come in quello di quei pantaloni palazzo cuciti un po' male. E qualcosa devi trovare, perché hai otto anni e sai esattamente quale tono di verde si può chiamare ottanio e non hai certo intenzione di fermarti qui. (Tbc... Per il seguito oliveneimartini@leonardo.it  )
 
 
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