come d'autunno le olive nei martini

Si sta come d'autunno le olive nei martini

Ultimamente mi sono ritrovata spesso a pensare agli stereotipi

Non siate ipocriti, dio salvi la regina e benedica gli stereotipi. Siamo tormentati (volevo dire tempestati?) da roba che deve essere interpretata. Velocemente capita, digerita, consumata. Per fortuna gli stereotipi ci danno una mano dicendoci come dovremo comportarci con quel tizio che beve vino su un marciapiede o con la signora che attraversa la strada per non passargli di fianco. Se dovessimo guardare l'uomo dietro il vino in cartone e capire la paura oltre gli orecchini di Cartier, finiremmo prima o poi per dimenticarci di guardare a sinistra prima di attraversare. E quel bifolco del guidatore di SUV che parla sempre al cellulare e non rispetta mai le precedenze, ci metterebbe sotto.
Va bene, ma non basta. Gli stereotipi ci dicono molto anche di noi: ci liberano dalla fatica di conoscere gli altri e ci permettono di capire un po' meglio noi stessi. Ci regalano la grande occasione di concentrarci solo su di noi, il privilegio di vedere solo quel che vogliamo, la gioia - permettetemelo - di fottercene. Poi ci ritroviamo a farci l'amore, con uno stereotipo. E finisce che capiamo un sacco di cose vedendolo dissolversi dentro di noi. E poi, magari, finisce che ci manca.

Le kilojoule del male

C'è di sicuro uno studio di un'università di un posto che nessuno ha mai sentito nominare, in Texas o Nuova Zelanda, che dimostra che i muscoli del viso si affaticano il 37% in più per un broncio che per un sorriso. Lo studio sarà stato condotto su un campione di mucche da latte, ma a nessuno nella redazione di Marie Claire importerà molto. A loro interesserà il postulato secondo cui, per fare il broncio si spendono mediamente 16 calorie in più che per un sorriso. Solo dieci bronci e puoi mangiarti un Kinder Bueno.
Ma a me interessa per un altro motivo.
Quanta fatica ci costa essere infelici? Dal broncio alla guerra, il male ha sempre avuto un prezzo più alto del bene.
Quanto siamo sciocchi a non accorgercene. Quanto è sciocco non ridere, non amare.