23/02/11 23:48
These days
Sono giorni senza bussola. Passeggiate in una foresta con raggi di sole che confondono. Cammino, mi perdo nei disegni di una corteccia, coloro le guance di terra rossa, dormo sul muschio.
Non lo so. Sono giorni in cui potrei essere ovunque e andare da nessuna parte. Con i cani che abbaiano lontano, le onde che battono sulle chiglie di barche lasciate a dormire, insonni.
Giorni di speculazione e contemplazione, senza uno schema, ritmo blando e accasciato che si rincorre tra una risata stupida, un pianto improvviso. Giorni belli per stordirsi, morire di pensieri e ritornare. Darsi coraggio, trovare volontà, partire ancora, dimenticare davvero. Stancarsi.
Sono giorni in cui non so niente e tutto è rarefatto e insieme opprimente. Giorni di ricerca di una spiaggia oltre gli alberi, da cui vedere sorgere il sole, nuovo, dal mare. E sapere che non ci sarà e dubitare, ancora, che sia una brutta notizia.
18/02/11 18:04
A letto col nemico
Anni fa ho visto in tv 'A letto col nemico'. Se ci pensiamo bene, la situazione normale è che col nemico ci dormiamo ogni notte. E Ci facciamo la doccia, compriamo le barbabietole, mettiamo in ordine il cassetto dei calzini. E' che il nemico siamo noi. Non è una deriva autolesionista, in realtà è una riflessione tremendamente positiva: Sun Tzu va in gita a Delfi, si guarda allo specchio, sconfigge il nemico e poi esce a cena con le sue vergini.
Vi è mai capitato di fare un incubo? C'è un istante, poco prima del risveglio, in cui - mentre ancora cercate di sfuggire dallo psicopatico con l'ascia - una parte del vostro cervello inizia a dirvi "Svegliati, cazzo, è solo un incubo. Apri gli occhi, apri quei cazzo di occhi e vedrai che finisce tutto". Poi aprite gli occhi. Per un po' vi guardate attorno nella vostra camera, controllate che tutto sia in ordine e finalmente vi convincete che era solo un brutto sogno.
Di solito va così.
Mettete, invece, che appena il battito del cuore si è calmato vi girate nel letto e vi ritrovate lì, accucciato accanto a voi, lo psicopatico del sogno.
Come pensate di sentirvi?
Ecco, con un piccolo sforzo di immaginazione, questo è proprio come mi sento io.
Ora si tratta solo di conciliare il primo paragrafo di questo post con i successivi.
Vi è mai capitato di fare un incubo? C'è un istante, poco prima del risveglio, in cui - mentre ancora cercate di sfuggire dallo psicopatico con l'ascia - una parte del vostro cervello inizia a dirvi "Svegliati, cazzo, è solo un incubo. Apri gli occhi, apri quei cazzo di occhi e vedrai che finisce tutto". Poi aprite gli occhi. Per un po' vi guardate attorno nella vostra camera, controllate che tutto sia in ordine e finalmente vi convincete che era solo un brutto sogno.
Di solito va così.
Mettete, invece, che appena il battito del cuore si è calmato vi girate nel letto e vi ritrovate lì, accucciato accanto a voi, lo psicopatico del sogno.
Come pensate di sentirvi?
Ecco, con un piccolo sforzo di immaginazione, questo è proprio come mi sento io.
Ora si tratta solo di conciliare il primo paragrafo di questo post con i successivi.
08/02/11 11:03
Robson Square
"Ti ho portato un regalo".
"Fa vedere".
Trattiene il cartoccio tra le mani: "No".
La guarda fisso negli occhi, poi li alza e li ributta nel suo udon. Mangia.
"C'è un bel sole, vero, oggi?".
"Già".
"Sei arrabbiato?".
"No".
Continua a mangiare, la faccia immersa nel cartone caldo.
Una ragazza bionda suona la chitarra e canta Creep, l'aria profuma di erba, il fumo si gonfia nel pulviscolo illuminato dal sole.
Saltella un paio di gradini più in basso, la faccia all'altezza delle sue ginocchia. Fissa lo spazio tra le sue sopracciglia, la fossa di due rughe intente. Vorrebbe baciarle, per distenderle.
"Lo so che è un brutto periodo, scusami".
Alza un attimo lo sguardo verso di lei, fa un ultimo boccone e appoggia gli avanzi sul gradino.
"Me lo fai vedere il regalo?".
"E' una cosa stupida".
"Non importa".
"Abbracci gratuiti!" grida una donna in fondo alla scalinata. Si ricordano di quando si sono incontrati. Finisce di scartare il regalo, lo guarda silenzioso.
Sorride e lei sente di nuovo la fame.
"Ti amo sempre".
"Comunque".
"Comunque". E la trascina dentro un abbraccio che gli preme lo sterno.
"Abbracci gratuiti!" grida una donna in fondo alla scalinata.


