Ancora tu?
G: Oh, la solita permalosa. Suvvia, passami il succo di pomodoro.
L: Si' ma niente vodka, che hai appena preso il Tylenol.
G: Ecco vedi, e' proprio questo. Lo stai facendo anche adesso.
L: Cosa?
G: La pellicina, Le', la pellicina.
L: E sarebbe quello il problema?
G: Eh si', figliola. Non fa una bella impressione. Uno ti parla e stai li' a grattuggiarti le cuticole. E poi fai anche uno strano ghigno. Ricorda quello che ti ho detto su Marilyn Monroe.
L: Beh, Marilyn aveva ben altri vizi. E poi mica mi dici sempre che il mio lato oscuro e' quel che attrae di piu' gli uomini?
G: Boh, oddio. Dammi un po' sta vodka dai.
L: Oh, tienila, ma poi non venire a dirmi che hai visto la Carra' nuda dipinta di viola che ti recitava il rosario.
G: Che c'entra. Quella volta era per il tavor.
L: E il gin.
G: E un pochetto di gin.
L: Quindi sta cosa del lato oscuro?
G: Oh vabbe', lato oscuro, tette... che vuoi che cambi?
Antidolorifico magnifico
The office
Nel mio ufficio siamo in due, Amir e io. Amir e' un gran lavoratore, parla molto al telefono e non si fa troppi problemi con i flussi di aria in uscita dal suo corpo. Di solito e' molto cordiale, ma a volte ha degli scatti d'ira preoccupanti. Oggi, per esempio, ha dato su tutte le furie perche' non gli piace l'immagine Captcha che usiamo nei commenti del nostro blog. Oddio, anche a me da' sui nervi dover passare una visita oculistica ogni volta che voglio commentare, ma l'alternativa e' avere quintali di spam (cosa per cui ha dato su tutte le furie mezzora prima, del resto). Mi ha chiesto di trovare una soluzione alternativa, o almeno di mettere delle immagini piu' belle. Pensavo al sedere di donne famose, o a quello del suo giocatore di hockey preferito. Chissa' che non si plachi.
Lentamente
La terra gira in senso orario? Dipende da dove la si guarda. Io, che ho la testa verso il polo nord dico no, la terra gira in senso antiorario. Soprattutto oggi: il tempo non passa, anzi, sembra tornare indietro.
Guardo l'orologio, faccio una cosa e riguardo l'orologio: saranno passati quaranta minuti. Le lancette sono ferme. Controllo il cellulare, l'orologio del computer, quello del telefono, che ore sono a GMT. Nulla, gambe in spalla, continuo a lavorare, mi concentro sui dettagli: 175 pixel, #228B22#, A1 diviso A2 tra parentesi meno uno percentuale. La testa crolla, la pancia brontola, sono le undici e mezza. Mangio un panino, leggo il giornale, leggo un articolo sulle abitudini masturbatorie degli americani e sette vignette a caso. Lavoro, scrivo una mail, saranno almeno le quattro, e' a malapena l'una. Mi rimetto a lavorare. Leggo una mail due volte prima di spedirla e altre due appena inviata. E rileggo anche quella della settimana scorsa, mi piace come l'ho impostata. Scrivo a un'amica, controllo il meteo, cerco la definizione di un paio di parole sul dizionario, mastico una gomma, lavo le mani lentamente, lavo gli occhiali e asciugo di nuovo le mani. Lentamente. Pubblico il post e poi lo rileggo tre volte. Saranno almeno le quattro.
Jason
Famiglia
Direttamente dal parco naturale di Excaret
Cose che ho imparato
Che non sempre si puo' capire tutto, ma che il piu' delle volte basta capire la meta' per trovarne il senso.
Che il nord e il sud, il grande e il piccolo, il famoso e l'ovvio, l'eterno e l'umano sono concetti variabili, ma raramente equivocabili.
Che un'entrata a volte e' anche un'uscita, ma che una discesa puo' sempre diventare una salita.
Che le relazioni tra le persone possono essere scomposte in solo dieci atomi, ma che quando questi si combinano, le molecole sono piu' che infinite.
Che le definizioni spesso aiutano a non sbagliare, ma alla lunga possono rivelarsi i nostri piu' grossi errori.
Che le regole piu' assurde sono quelle che noi stessi ci imponiamo, ma che anche quelle sull'immigrazione non scherzano affatto.
Che non basta una vita per imparare la cosa piu' importante, ma che se ne metti insieme due forse riesci almeno a scorgerne il nome.
Messico e Nuvole
Oggi ho avuto una bella notizia. E poi mi sono arrabbiata. Ma non porterò nessuna di queste cose con me nei prossimi giorni. Playa del Carmen mi aspetta con il suo sole, i sogni non serviranno, li risparmio per la pioggia sottile che troverò al mio ritorno. E la rabbia, poi, la rabbia rientra tra gli oggetti esplosivi che non mi è consentito portare sull'aereo. Lei starà qui, da sola o con chi se lo merita. Non con me. Non più.
Illusione
L'oltranzismo dei nostri quindici anni non ci permetteva di vederla cosi': meglio la dura verita' che essere complici di un inganno. Se la felicita' non esisteva, tanto valeva allora seguire ideali di onesta' e purezza intellettuale.
Non ricordo se, alla fine, decidemmo di anticipare la notizia a L. Ma l'insegnamento della mamma di C2 mi si e' ripresentato nella sua chiara saggezza molte volte nel corso degli anni. E ho rivisto, da allora, il mio concetto di illusorio. Che un'esperienza, un sentimento, un'emozione siano illusioni ce ne rendiamo conto solo dopo lo svelamento. Certo, se esiste un narratore onniscente della nostra storia, lui si' che sa in ogni istante che cosa e' vero e che cosa e' tale solo ai nostri occhi. Il narratore sa che cosa ci fara' felici in modo duraturo e quali gioie, invce, si infrangeranno in un istante sugli scogli della realta'. Allora il punto non e' se una cosa e' reale o no, e' se ci fa stare bene oppure no. Un punto di vista totalmente personale. Intimo.
Il problema viene quando le nostre illusioni non ci fanno stare bene. Quando non sono sogni piacevoli nei quali ci culliamo, ma barriere, schemi, coercizioni della nostra essenza piu'intima. La sola e vera illusione e' la finzione in cui noi stessi ci chiudiamo, certi di poterla domare, certi che, in quanto sotto il nostro controllo, sia il miglior riparo verso tutte le altre effimere gioie che ci minacciano con la loro inconsistenza di luce.
Fertilizzante naturale per immagini e idee, usare con cautela e solo dopo i pasti
Il mio mondo interiore è come l'universo, o come la pancia di Ferrara: in continua espansione. Ogni giorno mi stupisco di quanta roba ci stia dentro. Un momento ballo di gioia, quello dopo vorrei piangere forte e prendere a calci il muro di cartongesso. Ci sono giorni in cui non chiedo altro che lanciare la palla a Chofo e mangiare formaggio, sere in cui la camera non è mai abbastanza piccola per farmi sentire al riparo dal mondo e giornate in cui se non faccio almeno cinque cose nuove entro le tre del pomeriggio sento che ho sprecato tutta la mia vita. Mattine in cui mi stupisco del saluto della commercialista sovrappeso e sorrido, sere in cui scappo via e anche solo il ciao di Dolores dietro alla porta è un fastidio insopportabile. Alcuni istanti amo un progetto, un'idea, un sogno e poi scopro di amare molto di più il loro contrario e so che un istante dopo leggerò una frase che mi aprirà un nuovo cammino a cui non mi affezionerò troppo, perché ne seguirà un altro che ora nemmeno immagino. Nella mia testa c'è una storia tra amici in una casa al mare, un racconto di una bambina triste, il finale reinventato di un sogno, il racconto peccaminoso di un incontro tra sconosciuti. E fino ad oggi non lo sapevo, ma c'è anche un mondo immaginario che parla di un bambino curioso che ama la magia degli anagrammi.
Gli voglio già bene, ma non troppo. Dopodomani potrei innamorarmi di una vecchietta che investiga su casi di omicidio nella brughiera brianzola...
Barbie Goretex (tm) - il seguito
Oggi è una bella giornata, il sole è caldo, il vento appena fresco solletica i gabbiani nel cielo azzurro. Oggi è primavera e ho voglia di cantare e ballare. Oggi è estate nell'armadio e nel mio cuore che scoppia di sole.
E oggi Barbie Goretex (tm) alla fermata del bus indossa trench e stivali di camoscio.


