Numerologia
Chissà perché nei film i numeri di telefono cominciano sempre con 555.
(E adesso la smetto, giuro. Il novilunio dice che sono favorite le attività letterarie, forse mi verrà da scrivere qualcosa di sensato)
Filologia genitale
Fissione nucleare
Non è una grande scoperta. Ok, lo è stata. Grande e distruttiva. Purtroppo.
Ma se la scienza arriva a grandi cose e la tecnica, nel bene e nel male, la segue, come sempre noi poveri omuncoli ci troviamo a non essere all'altezza di applicare livelli di raffinata comprensione a elementi molto più banali o vicini a noi. Il sistema che non conosce se stesso: siamo stupidi nel non essere in grado di darci i giusti obiettivi. O forse siamo così complessi ed elevati che non potremo mai capirci davvero.
Ecco, io credo che saremmo tutti più felici se riuscissimo ad applicare alle nostre vite emotive una sorta di fissione nucleare. Io sono un nucleo di uranio e nasco appiccicata a un nucleo di plutonio. Faccio una fatica fottuta a staccarmene. Flirto con i ragazzi di via Panisperna e provo a fare amicizia con Einstein, ma quando mi sento più libera e forte, pronta per esplodere "e vada come vada", mi ritrovo ancora lì attaccata al mio plutonio.
E' che vedo persone a cui voglio molto bene faticare e soffrire perché il distacco dal loro plutonio non avviene mai del tutto. Indipendenza di giudizio e di sentimento. Distacco. Vedere gli altri, anche chi ci è così vicino che lo sentiamo parte di noi, come altro da noi. Che ci ama, ci approva o fa sbagli, ma non dovrebbe contaminarci più.
E noi no, ci ostiniamo a soffrire per lui, come lui e arriviamo addirittura a proiettare su di lui le nostre paure o insicurezze. Così non solo prendiamo i suoi influssi negativi, ma continuiamo per anni o per sempre, a ingigantire la nostra personale radioattività irradiandola su di lui (che presumibilmente nel frattempo l'ha persa o sperperata con la badante o al videopoker).
Se solo riuscissimo a rendere definitiva questa benedetta fissione e a buttarci, poi, con sereno distacco, in una bella fusione a freddo...
Maturità t'avessi preso prima
Esercizio numero 1 -
Dato un universo di chiacchiere inutili in continua espansione, dimostri il candidato, con l'ausilio del Primo Teorema della Logorrea da scrivania, che il limite per la mia sopportazione tendente a zero può essere approssimato ad una funzione monotòna crescente.
Poesia ermetica
Vita liquida
Leggere nella vasca da bagno (con l'acqua dentro, ovviamente) è uno dei piaceri dei primi freddi.
Oggi ho letto la storia di una famiglia dell'Est Anglia. Vive in una fattoria ed è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico e alimentare. Si lamentano di esser costretti ad acquistare gli stivali di gomma, ma per il resto se la cavano alla grande. Arrivano a vendere allo stato l'energia elettrica prodotta con alcune turbine eoliche. E coltivano, con l'idea di contribuire ad un mondo più sano e di lasciare ai due figli un testamento morale.
Il loro non è solo un modo di vivere alternativo, è la realizzazione di un ideale, la costruzione che va al di là di parole o filmati dimostrativi. Non è solo un messaggio al mondo, è un piccolo mondo.
Non basta cambiare le lampadine. Non basta nemmeno coltivare il proprio orto per limitare i nonsense della distribuzione globale. Ma chi ha voglia, davvero, di iniziare un modello di vita (sociale, culturale, emotivo) in grado di invertire la rotta del cambiamento cimatico? E poi noi, con le nostre lampadine o i nostri pomodori biologici, siamo davvero diversi dagli orsi bianchi alla deriva?
La solitudine del manager
Il potere allontana gli altri. Per colpa e per disgrazia. Stare a contatto con il vero potere, avere la responsabilità di grossi affari (somme di denaro, destini di persone) non permette di concentrarsi su nulla se non sull'oggetto del proprio potere e sui mezzi di cui ci si avvale per amministrarlo. E poi anche gli altri si allontanano: non capiti, non compresi, invidiosi, incapaci essi stessi di comprendere.
Mi chiedo se valga anche per il potere spirituale. Quanto ci allontana dagli altri il controllo? Il controllo su noi stessi e le nostre emozioni? Se abbiamo il potere e la forza spirituale per allontanarci dal mondo delle emozioni, dalla trivialità degli istinti, possiamo poi sperare di essere compresi dagli altri? Possiamo davvero, non essere soli?
Così mi chiedo perchè si sentisse sola quella ragazza di fronte a me nel vagone: due occhi enormi sul mondo ma così tristi. Le labbra scure e grosse, morse leggermente in un momento di angoscia più pressante. Si sentiva sola, si leggeva negli occhi e nelle mani. Quale potere poteva averla chiusa e abbandonata? La sua gabbia, se la sarà creata da sola come il trucco a coda di rondine?
Wall-E (spoiler!)
Wall-e si innamora di una robottina vagamente transessuale. Si chiama Eva, nome di gran tradizione. Forse per questo lui preferisce darle un po' di solidità pronunciando il suo nome in un modo che ricorda vagamente la tassa sul valore aggiunto. Qual è, poi, il valore aggiunto di Eva? E' che riesce a ispirare un sentimento, quello che salverà la terra e, forse, un po' anche l'umanità.
Il Papa
Grande, buono, comprende, ama, incoraggia il miglioramento spirituale, non teme di fare il primo passo. Eppure sa allontanarsi dagli aspetti triviali e materiali. Chissà, forse anche con severo distacco o un po' di noioso ascetismo. Non è certo uno spasso, ma è giusto e vicino a tutti pur essendone superiore.
Un sms pubblicitario mi invita a acquistare un servizio che invia una frase di un grande Papa ogni giorno. Forse non era proprio quello che volevo...


