Vorrei la matematica o almeno la termodinamica
Oggi mi sono slogata una caviglia. L'istruttrice diceva: facciamo matematica. 1 2 3 4 5. Io contavo, obbediente, e la caviglia si è ribellata. Rito naturale, come lo sciopero per la Gelmini, che ha interrotto il ritmico scorrere della coreografia.
C'è sempre qualcosa che rompe la perfezione della matematica, qualcosa che brucia strappandosi. Qualcosa che aumenta la temperatura di un sistema chiuso. Ecco. Io contavo e qualcosa si è rotto. E' un'illusione la ricerca della perfezione teorica nell'imperfetta, fastidiosa, pratica quotidiana?
Dobbiamo forse smettere di contare? Smettere di confidare nei principi illusori dell'universo. Forse è meglio non perder tempo e pazienza nel creare ordine ma investire energia e battiti nel lasciarsi sorprendere dal disordine?
E poi basta parlare
E trovi qualcuno che sa capire. O almento ti ascolta con il cuore aperto.
E allora vale la pena tutto.
A volte basta lagnarsi
Per boschi
Mamma mia!
Uno spettacolo per i sensi e un sorriso aperto per novanta minuti.
Ok, ma qualcuno mi spiega perchè diverse decine di persone adulte davanti ad uno schermo cinematografico sentono il bisogno di applaudire? voglio dire, non eravamo a Cannes, non c'era un qualche membro della famiglia Coppola in sala, nè un tizio con una mano di gommapiuma gigante che invitava a far salire l'applausometro...
Forse hanno dimenticato tutte quelle storie sul fatto che gli attori non muoiono davvero, il whiskey è tè freddo e il sangue pomodoro.
O forse si sono lasciati andare del tutto alla vera magia del cinema.
Tara
L'ultima notizia è questa: a Ballarò il nostro stimato capo del Governo, novello Rehtt Butler senza brillantina (ma ci arriveremo, ci conto), fa sapere che lui francamente se ne infischia.
Domani è un altro giorno. Borghezio imbraccia i fucili e dà fuoco a Tara. Walter, yes he can, si salva coprendosi con una giubba ignifuga ricavata dalla stoffa delle tende, ma litiga con Pecoraro Scanio: i patti erano "salvare il ficus benjamin che Clio ha regalato a Mami nella giornata ufficiale anti apartheid del 1987". I valori, ragazzi, i valori.
Dove finiremo? Dove tutto ciò che conta davvero, ormai, se ne è già andato: via, col vento.
I succhiamorte
Ci sono persone che ci tolgono energia. Così, semplicemente. Magari perchè parlano troppo o, presi troppo da sè, non si accorgono di toglier fiato all'altro.
Poi ci sono persone che non ci succhiano la vita. Siamo noi. Sono quelle che sentiamo così vicine, e così forte, da non poter fare a meno di sentire quel che sentono loro, vivere di riflesso quel che vivono loro. Così siamo profondamente in pena se loro sono demoralizzati e siamo ridanciani quando loro sono felici. Ci tolgono da noi stessi. Ci privano della nostra indipendenza emotiva, ma ci offrono una moltiplicazione di sfumature vitali. E' tremendo e liberatoro insieme.
Robertino il robottino
Anche le formiche nel loro piccolo mangiano il minestrone
Racchiusa in casa, sotto il piumone. Immagini e parole come compagne. La coccola dei primi freddi e della solitudine che rassicura. La mente sogna o si riposa, si diverte a volte con ospiti fissi e occasionali.
Lo so, le formiche sono esseri sociali, ma oggi, guardando il lavandino, ho scoperto che dopo due giorni di digiuno anche loro, nel loro piccolo, mangiano il minestrone.


