Compito di maturità
Se
uno dei più noti sociologi italiani stima in 6 milioni i precari del bel paese
e se
il 75% di questi è donna
Calcoli il Candidato quanti giovani scapoli milionari sono disponibili sulla piazza italiana nel 2008
Come un ragno nel delta del sacramento
Il mio "guru" (lui non sa di esserlo, ma meglio così, almeno evito di mettermi tuniche bianche e sperperare il mio patrimonio in donazioni per i confratelli) mi consiglia, per la prossima settimana, di comportarmi come un ragnetto del delta del Sacramento.
Devo lanciarmi nell'avventura, strisciare sul bambù, librarmi nell'aria, lasciare che sia il vento a portarmi, casualmente, a quella che sarà la mia nuova casa. Niente piani, solo vita e libertà.
... per trovare il mio nuovo nido, o habitat.
Mi sembra decisamente pertinente :-)
La macchina del tempo e altre inezie
Avete mai voluto tanto bene a una persona da guardare un bambino e chiedersi se anche lei, da piccola, aveva quello stesso modo di strizzare gli occhi e raccontare bugie e picchiare i piedi a terra?
Avete mai desiderato di abbandonare i vostri ricordi per essere lì con lei sul banco delle elementari a guardare una figurina o sul letto a fissare muti il soffitto in una sonnecchiosa domenica pomeriggio, trattenendo nel fiato le parole di una canzone dei Cure o abbozzando sui Duran?
Buttereste a monte tutto per essere lì il giorno della sua laurea e dimenticarvi anche di suo padre che vi guarda severo, per baciarla forte quando esce dall'aula magna?
Tutte le vite che non ho vissuto, gli sguardi, i sogni, le esperienze mi tornano addosso come una vertigine di pietra. Come possiamo rassegnarci a una vita sola, ai nostri soli ricordi, a lasciare andare il passato. Come possiamo rinunciare a tutte le esperienze di tutte le vite che non abbiamo vissuto? E' così difficile andare avanti in una vita sola, senza guardare con malinconia a tutti i sogni che potevano essere, a tutte le cose che avremmo potuto vedere, le persone che avremmo voluto amare.
Forse è per questo che la gente si innamora.
Forse è per questo che poi vuole tanto un figlio.
Una giornata importante
Oggi è così, una giornata importante. Tornata da poco da una serata speciale, mi addormento con un sogno vecchio e rinnovato. Rinascere.
La donna di quadri
Il femore sta bene. Ho deciso di dimenticare l'unghia e mi sento già meglio. Mi sono distratta grazie al silenzio e alle visite degli amici.
Ne aspettavo alcune che non sono arrivate, avevo così paura che non venissero, da non voler nemmeno chiudere la porta. Ho lasciato i telefoni vicini al letto e qualche razzo, qui, in caso di vero bisogno. Ma poi ho chiuso e altri hanno bussato davvero. Erano lì ad aspettare la luce nelle finestre, erano lì per me. E ora. così, sento già un po' di gioia.
Smettere di concentrarsi sul dolore e iniziare a vedere l'amore inaspettato di chi ci circonda in silenzio e con il suo sguardo ci protegge, ci nutre. A partire da noi stessi, dall'amore che ci diamo, che è la prima vera cura, della quale, spesso, sottovalutiamo la forza. Forse è stata la laringite che oggi mi ha costretta quasi muta, a letto, a farmi tornare la voglia di ascoltare il sangue che, scorrendomi nelle vene, va a scaldare i contorni che credevo sfumati.
Sono solo convalescente.
Un femore rotto e l'unghia spezzata
Un unghia spezzata è una seccatura. Ma se hai un femore rotto, può anche essere che tu non te ne accorga. Però l'unghia sta lì a dare noia comunque, e col femore rotto, come fai a chinarti per curarla?
Cosa è meglio, dunque? tenere il dolore e la seccatura? rovinare di più il femore per sistemare almeno l'unghia?
Io sto cercando il numero di una brava pedicure. Chissà se viene a domicilio.
Sgranata
Come se ossa, pelle e muscoli si sfibrassero in tanti pixel grossi e sfumati.
Sto perdendo i contatti e i legami. Non trovo definizione, senso, te.
Sgranata.
Sempre a proposito di luna park
... e se uscendo dalla casa degli spettri scoprissi come è bello salire sulle montagne russe?
La casa dei fantasmi
Nella casa dei fantasmi ci sono un sacco di trucchi divertenti: ci sono specchi deformati, tunnel bui, tutti i tipi di giochi e di spaventi. Le accette finte con i morti di plastica, gobbi, vampiri e donnacce decadenti. Nella casa dei fantasmi l'aria è calda e se respiri forte senti fragole e pop corn.
Quando entri sai un sacco di cose: che la paura è vera, ma la causa finta. Sai che se perdi l'amico con cui entri, lo ritrovi che ride dietro al tuo stesso paravento.
La casa degli spettri fa paura, ma è solo per poco. E' per questo che è bello restarsene racchiusi lì con gli amici fantasmi. Sapere che è brutto e stupido, che è una perdita di tempo, un brivido inutile, ma non voler correre fuori.
Se il colpo d'ascia di uno spettro ci spaventa, quanta più paura può farci l'abbraccio caldo di un vivo?


