Esperimento di scrittura surrealista in salsa di sangria
Mi hanno chiesto di scrivere. No, non è che hanno fatto una petizione o che Ferrara ha chiesto a quel tizio che è venuto dopo Ruini di mobilitare l'elettorato cattolico per farmi scrivere. Me l'ha chiesto uno dei miei esimi lettori (che sembrano 3, ma le statistiche affermano con certezza essere almeno 326).
E posso scontentarlo? Certo che no... poi ho passato l'ultima ora a digitare combinazioni quasi indecifrabili sulla tastiera e lui è riuscito a capire quasi tutto. (ma sul quasi giurerei che non è proprio colpa mia). Glielo devo.
Insomma, stasera sono uscita a cena per festeggiare la fine di una delle settimane più faticose dell'anno (e nessuno dica che tre settimane non è un universo statistico interessante). E ora compio un discreto sforzo per scrivere quello che dovrebbe sembrare un piccolo, ma interessante, saggio di scrittura surreale. E invece è solo un impasto di barre, grazie e deliri in salsa di sangria.
Da servire caldo, con un po' di grappa a parte.
Il male è dentro di noi
Ci sono periodi di grazia, in cui mi sento estremamente tollerante (il che, in sè, è quasi un ossimoro). Finiscono.
Così mi ritrovo a fare elenchi di cose che non tollero, augurandomi che in qualche modo possano scomparire.
Come quando la metro è piena e la gente si appoggia al palo di sostegno, o quelli che schiacciano il bottone per chiamare l'ascensore quando tu sei lì con loro che aspetti e l'hai già fatto, come i passeggeri che applaudono sollevati all'atterraggio di un volo, ma poi aprono le cappelliere quando l'aereo è ancora fermo. Come chi cerca lavoro con il curriculum in formato europeo o scrive il cognome prima del nome. Chi ti guarda storto se fai la pausa pranzo, chi dimentica di rispondere o di chiamare, chi promette di esserci sempre, ma poi scompare.
Come chi critica senza sapere, chi sta zitto pur sapendo, chi non si accorge che siamo, tutti, delle persone. Come chi fa elenchi di cose che non tollera, sperando che, così, scompaiano e basta.
Questa storia mi ha illuminato
Ci vuole più coraggio ad essere amati che ad amare. Non ci avevo mai pensato.
Da fare 2
ndr
Quando passeranno questi giorni di melma e nebbia
La nausea. Gli indifferenti. Lo straniero. L'idiota. La disavventura. La notte.
Ritrovarsi, ovvero ogni momento è d'oro per chi sa vederlo così
Ritrovare delle persone che ci sono state vicine in passato e con le quali abbiamo condiviso affinità, pensieri ed esperienze ci permette di vivere come in uno di quei romanzi basati sull'idea del doppio. Due vite in un personaggio solo, una scelta che biforca l'esistenza, la possibilità di dare un'occhiatina a "come sarebbe stato se...".
E' sufficiente ascoltare quella persona, lasciarsi vivere nei suoi ricordi, prendere le parole e farle diventare vita. Non possiamo fare tutto, ma possiamo ascoltare molto.
Così stasera mi sono sentita protagonista di un inedito racconto di Borges: mi sono vista da fuori con gli occhi di me stessa, della me stessa di qualche anno fa. Contemporaneamente la me stessa attuale ha scorto nei gesti dell'altra quello che sarebbe potuta essere "solo se...".
La cosa davvero bella, tuttavia, è scoprire come nei percorsi diversi siano comunque nati desideri e progetti simili. E allora forse, qualunque strada abbia compiuto, dritta o contorta, corretta o sbagliata che sia, forse sto davvero andando verso il posto giusto.
La vita è piena di sorprese, se sappiamo guardarla con cuore aperto. Ogni momento è d'oro per chi sa vederlo così.
Goa dreaming
Era uno dei primi post. L'India. Ora ci sono e hp visto un tramonto commovente e bello, bello come il sole quando si fa timido e, arrossendo, scompare nella nebbia. Ma qui c'erano anche le palme e il mare. Arriveranno delle foto, ora mi aspetta una cena sulla spiaggia mentre, cosi' mi dicono, in Italia nevischia.
La vita puo' essere bella con niente. Grazie a niente.



