come d'autunno le olive nei martini

Si sta come d'autunno le olive nei martini

Il giudizio

Un raggio di sole dalla nuvola. Nel grigio si fonde il bianco acceso e si apre uno spiraglio, un cono di luce. Vorrei conducesse a un cancello con l'edera sopra. E chiuderlo o aprirlo, o scavalcarlo in volo.
Sono stata zitta per un po', cercandolo. Ecco perchè.

Saggezza popolare

Ok, adesso non pioverà per cinque anni, vero?

Una matita a dodici color

Non so quale sarà la fine, mi auguro non quella a cui molti penseranno leggendo la riga qui sopra. Eppure sento che le cose funzionano, che la matita colorata dell'immaginazione è un piacere che non mi voglio togliere.
Fosse anche solo per il momento in cui il telefono suona e sembra che l'arcobaleno rifratto dai cristalli prenda corpo in una tela di tempera corposa.

Blu blu l'amore ่ blu

Una vecchia scopa, un mocio vileda perso in un angolo dopo le grandi pulizie di primavera.
Sto recuperando: grandi speranze, alcuni progetti. La luce negli occhi si trova a fatica, tuttavia, in un panorama dove la terra è piatta e il cielo grigio.
No, non sono ad Amsterdam. Lì, dopotutto, le case sono colorate e le iniziative locali per rallegrare cittadini e turisti sono piuttosto interessanti.
Qui, invece, bisogna darsi da fare con l'immaginazione per colorare la città e le cose. Una mail a una vecchia amica è un primo piacevole passo. Ma poi cosa si fa?
Si continua a sognare o ci si butta definitivamente nel grigio della vita. La speranza di incontrare, nella nebbia, il vero colore che scalda il cuore è sempre viva, ma spesso persa. Mi chiedo se è giusto rinunciare all'idea che le infinite possibilità dell'essere non siano più tali, che non siamo più un progetto da costruire, ma un prodotto di cui godere, da vivere.
Forse è giusto così, forse è anche più bello così.
Ma facciamo che aspetto ancora un po'. Poi, prometto, inizio a risparmiare per il mutuo.

Disegni

Sono nel periodo degli alberi.
Una seccatura, un momento di noia, un attimo di gioia da rielaborare e disegno un albero.
Guardandoli tutti in sequenza si vede l'evoluzione degli stati d'animo: linee più morbide, nuvole incombenti, leggeri tronchi arcuati.
Ultimamente faccio alberi sospesi. Senza radici, appena appoggiati al suolo o addirittura lievemente volanti.
La vita in un oggetto, un tratto.
Un tronco sospeso, senza terreno, ma leggero, alla ricerca di fronde che possano toccare il cielo, ma ancora ancorate al legno secco e duro.
Forse dovrei trovare quella mediazione tra terra e cielo, storia e progetto, radicamento e futuro. Forse qualche radice aiuterebbe, ma come faccio? dove le trovo? e poi cos'è questo vento che fa stormire le fronde?

Dovere di cronaca

Così, per dover di cronaca.... quell'ingegnere alla fine il lavoro me l'ha dato ;-)

Il matto

Molte cose strane mi sono state dette durante i colloqui di lavoro. Alcune anche al limite del decoro. Come quel "signorina, mi dica perchè dovrei assumerla... oltre per i suoi splendidi occhi azzurri ovviamente" ("Ma per le tette, no? Ovviamente"), oppure "Interessanti ambizioni, dal curriculum si evince certamente che lei è un leone". (Dalla data di nascita, certamente).
Ma la cosa che mi ha più infastidito è stato quel: "Ottimo curriculum, dettato forse più dalle opportunità colte disordinatamente che da una vera programazione".

Ecco, io non programmo, colgo opportunità. E' un difetto, ingegnere?
Io so usare solo l'azione, l'esplorazione, per capire e dare forma a me stessa. Credo che il mondo abbia più cose da propormi di quante io possa programmare. E quando mi si apre una strada, io do un'occhiata e di solito mi ci butto, con l'audacia o la follia di percorrerla senza un motivo, così solo perchè si è aperta.
Forse non arriverò a un punto, o al punto. Ma avrò visto, toccato, sfiorato, abbracciato uno sciame di punti. Come il matto che corre, danza e vagheggia in giro senza meta. (Che poi la meta, lo sappiamo tutti, è la stessa per tutti e allora forse val un po' più la pena godersi il viaggio).

Preferisco di gran lunga essere la gallina che corre senza meta subito dopo che le è stata tagliata la testa, che l'oca che starnazza e non può volare.

Il bagatto

Scegliere è la cosa più semplice. Fragola o cioccolato, mare o montagna.
Scegliere non è poi così difficile: vado al ristorante o resto a casa per cena.
A volte è la cosa più complicata.
A volte è solo complesso, invece. Scgliere, dipanare, sentire, conoscere, decidere.

Ma qual è la cosa giusta, di fronte a una scelta? Soffermarsi a valutare ogni componente della decisione? Provare a prevedere le consegnuenze immediate e future di ogni possibile alternativa? Oppure è sufficiente limitare la previsione all'immaginare a come ci sentiremo presa l'una o l'altra strada?

Se mangerò il gelato alla fragola mi resterà la voglia di cioccolato? Quanto mi sentirò in colpa per aver cenato fuori anziché in casa con i miei figli? E la voglia di cioccolato sarà più frustrante della soddisfazione per essermi comportata bene e aver scelto di andare al ristorante in montagna con i mei figli piuttosto che essere rimasta nella casa al mare a mangiare cioccolato da sola con il mio cane?

Oggi ho scelto di comprarmi una maglia bianca e delle scarpe blu vivace.

Le domande consuete

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
come se il tempo per noi non costasse l' uguale,
come se il tempo passato ed il tempo presente
non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
per non strascinare parole in linguaggio d' azzardo;
eri bella, lo so, e che bella che sei,
dicon tanto un silenzio e uno sguardo...

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
quel che sono o sarei, quel che sarò domani,
non parlare non dire più niente, se puoi,
lascia farlo ai tuoi occhi, alle mani...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
trascinate dai giorni come piena di fiume
tante cose sembrate e credute diverse,
come un prato coperto a bitume.

Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità...

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perchè?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te,
aver tutto, ma non il domani...

Non andare... vai.. Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...

E siamo qui spogli in questa stagione che unisce
tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove,
non so dire se nasce un periodo o finisce,
se dal cielo ora piove o non piove...

Pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene",
a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c'è ancora una città?

Se c'è ancora balliamoci dentro stasera,
con gli amici cantiamo una nuova canzone...
tanti anni e son qui ad aspettar primavera,
tanti anni ed ancora in pallone...

Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di te...
Non andare... vai... Non restare...stai... Non parlare... parlami di noi...

Che cos'่ l'amor

Oggi sono stata incaricata di un compito difficile e lusinghiero.
Non credo di essere all'altezza, non ora, non mai. Devo leggere qualcosa, meglio se qualcosa di mio, al matrimonio di due amici.
Ora sono costretta a pensare davvero a cosa sia l'amore, quale sia il miracolo che lega due persone nelle noie e nei dissidi quotidiani. Non riesco a trovarlo, a dare una definizione, non posso fare l'elenco delle cose belle che porta l'amore. L'amore è solo quel miracolo che rende sopportabili, o straordinarie, tutte le cose normali che ci accadono quotidianamente.

E ripenso a molti anni fa, quando su un molo ho detto a qualcuno che "l'amore non esiste" e quel qualcuno si è impegnato a dimostrarmi il contrario. Un miracolo.